Testo Miriam Hürlimann, Anna Pestalozzi, Florian Eberhard Fotografie Shutterstock
Lo scopo dell’indennità di assistenza ai sensi della LIPG è quello di consentire ai genitori che svolgono un’attività lucrativa di assentarsi dal lavoro per accudire una figlia o un figlio con gravi problemi di salute. Dal 1° luglio 2021 i genitori che devono assistere la propria figlia o il proprio figlio gravemente malata/o o infortunata/o hanno la possibilità di beneficiare di un congedo di assistenza di 14 settimane. Finanziato mediante le indennità di perdita di guadagno (IPG), il congedo può essere percepito entro 18 mesi, in una sola volta o in giorni singoli.
Nella sua attuazione pratica la LIPG presenta tuttavia numerose criticità. Stilando un bilancio degli ultimi quattro anni si osserva che, molte volte, i genitori che avrebbero avuto bisogno di un congedo di assistenza non lo hanno ottenuto. Le lacune pratiche della legge emergono osservando da vicino i motivi della mancata concessione: da un lato, il diritto all’indennità di assistenza è definito in modo molto restrittivo ed è stato negato ad esempio a genitori il cui figlio gravemente malato avrebbe dovuto essere accudito in ospedale a causa di un intervento chirurgico pianificato. Dall’altro, i criteri della LIPG non sono formulati in modo sufficientemente chiaro. In passato ciò ha portato le casse di compensazione a interpretare i criteri in vario modo e a emettere decisioni diverse per casi simili. Procap ha già attirato l'attenzione su questo problema nella rivista 02/2022.
Molte famiglie sono escluse dal congedo nonostante ne abbiano bisogno
Benché il congedo di assistenza sia sancito dalla legge, finora solo poche famiglie hanno potuto beneficiarne concretamente. Molte sono state escluse dal sistema. Tanti genitori hanno dovuto subire una perdita di guadagno per poter accudire la loro figlia o il loro figlio ricoverata/o a causa di una grave malattia o dei postumi di un infortunio. La mancanza di chiarezza riguardo ai criteri di concessione hanno generato notevoli oneri amministrativi e incertezze sia alle famiglie che ai datori di lavoro. Non di rado dei genitori hanno chiesto un congedo malattia per poter seguire la propria figlia o il proprio figlio in ospedale.
Nel 2023, la trasmissione della SRF «Kassensturz» ha evidenziato la notevole discrepanza tra il diritto e la realtà: nel 2022 sono stati versati soltanto 3,1 milioni di franchi a titolo di congedo di assistenza, a fronte dei costi pari a circa 74 milioni di franchi, stimati dall’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) prima dell’introduzione della legge nel 2019.
Il Parlamento colma le lacune dell’indennità di assistenza
Le esperienze dei primi due anni hanno dimostrato che urge adeguare i criteri determinanti per il diritto alle indennità. Ciò è necessario per ridurre il numero di minori che passano tra le maglie del sistema e per accordare un congedo di assistenza a un maggior numero di famiglie in situazioni di fragilità.
Nell’estate del 2022, il consigliere agli Stati Damian Müller ha presentato una mozione per chiedere che fosse concesso il congedo di assistenza anche ai genitori che devono interrompere il lavoro per assistere una figlia o un figlio ricoverata/o in ospedale per almeno quattro giorni. In seguito a tale mozione, il Consiglio federale ha elaborato una modifica di legge. Alla fine del 2025, nell’ambito della revisione delle indennità per perdita di guadagno (IPG), il Parlamento ha approvato le modifiche proposte e le ha ulteriormente migliorate a favore dei minori ricoverati in ospedale: l’indennità viene concessa anche nei casi in cui una neonata o un neonato dev’essere curata/o in ospedale alla nascita a causa di un grave problema di salute. Benché in genere nel periodo successivo al parto le madri beneficino del congedo di maternità, nei casi particolarmente delicati anche l’altro genitore deve interrompere la propria attività lucrativa. Per questi casi, la nuova disposizione di legge prevede pertanto che il diritto all’indennità sia applicabile già alla nascita. Per i genitori di minori ricoverati in ospedale, il diritto si applica per la durata della degenza ospedaliera e, nel caso di cure intensive a domicilio, anche più a lungo, previa presentazione di un certificato medico. Queste disposizioni sono state volute dal Parlamento, per rendere più flessibile il disciplinamento in questo ambito.
Sgravio e sicurezza nella pianificazione per famiglie e datori di lavoro
Procap si è battuta a lungo e con determinazione per ottenere dei miglioramenti. Accoglie quindi molto favorevolmente questo importante successo a favore delle famiglie con figlie e figli affetti da gravi problemi di salute. Si tratta di un risultato di natura socio-politica che apporta dei correttivi ai problemi che toccano le famiglie in situazioni di vita particolarmente delicate. Al momento della chiusura redazionale il termine di referendum non era ancora scaduto e pertanto la data dell’entrata in vigore non era ancora nota. Una volta trascorso il termine, nulla ostacolerà più l’eliminazione di queste lacune sul piano esecutivo. Grazie a questa e ad altre modifiche già apportate, il regime dell’IPG sarà più vicino alle famiglie. Il Parlamento ha anche deciso di prorogare l’indennità di maternità in caso di parto prematuro.
Il nuovo disciplinamento apporterà un notevole sollievo nei casi in cui all’improvviso l’assistenza diventa una sfida: migliorerà la conciliabilità tra vita professionale e familiare nelle situazioni di emergenza e offrirà sia alle persone occupate che ai datori di lavoro maggiore chiarezza e sicurezza nella pianificazione.
Fonte: Kassensturz Espresso - SRF (in tedesco) Il link si apre in una nuova finestra.



